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Polizza Rischi Sportivi

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In relazione all’esercizio dell’attività sportiva è stato definito il concetto di rischio sportivo, species del più ampio genus “rischio consentito”, categoria che indvidua il limite entro il quale le attività pericolose, pur comportando il rischio di verificazione di illeciti, sono giuridicamente consentite perchè socialmente utili.

Per rischio sportivo si intende quindi la probabilità di verificazione di eventi lesivi quale conseguenza dell’esercizio dello sport.

La dottrina e la giurisprudenza prevalenti hanno applicato il concetto di rischio sportivo agli sports di squadra ed agli sports in cui la violenza è insita nell’attività sprotiva (pugilato, lotta, etc.).

In realtà il rischio sportivo è applicabile ad un numero ben più elevato di sports.

Gli avvocati dello studio legale Calabria hanno affrontato numerose cause concernenti il rischio sportivo, distinguendo tre categorie di sport nei quali il rischio sportivo può sorgere: a) negli sports individuali, dalla probabilità di verificarsi di cadute, e conseguenti infortuni (così, ad es., nell’equitazione, nello sci, nel ciclismo, nel pattinaggio, nell’atletica ed in numerose altre attività sportive); b) negli sports di squadra, dal contatto fisico fra giocatori (così ad esempio nel rugby, nel calcio, nella pallanuoto, nel volley, etc.); c) negli sports da combattimento, dalla violenza esercitata durante il combattimento (così ad esempio nel pugilato, nel kickboxing, nel muay thai).

a)
SPORTS INDIVIDUALI.
Negli sports individuali, le cause connesse al rischio sportivo investono l’eventuale responsabilità del gestore/organizzatore dell’attività sportiva. In linea di principio negli sports individuali gli eventi lesivi verificatisi nel rispetto delle regole previste dalla federazione di appartenenza e dalle regole di comune esperienza della disciplina sportiva praticata non sono addebitabili al soggetto agente, organizzatore o gestore delle medesime. Si tratta infatti di un’attività autorizzata, come provato dalla legge istitutiva del CONI. E d’altronde, i soggetti partecipanti accettanno il rischio sportivo, intrinsecamente connesso alla pratica dello sport.

Gli atleti infatti consapevolmente accettano il rischio che lo sport comporta (nell’equitazione la caduta da cavallo; nello sci parimenti la caduta, etc., etc.).  Rischio ineliminabile perché intrinsecamente connesso al tipo di attività (così è ineliminabile il rischio di caduta da cavallo nello sport equestre). E, non a caso, la giurisprudenza più autorevole ha individuato la categoria del rischio sportivo, ritenendo non addebitabile all’agente il rischio di verificazione di danni “dagli atleti sofferti in conseguenza dell’alea normale inerente allo svolgimento delle attività medesime”. Ancora si è specificato, in riferimento allo sport equestre, che “negli sport equestri sono frequenti le cadute dei cavalieri, determinate talvolta dall’indole estrosa del cavallo, talvolta dalla posizione non perfettamente corretta del cavaliere, talvolta da circostanze impreviste. Ma è manifesto che chi pratica dette attività si espone ai relativi pericoli e non può riversare su altri il danno che può derivargliene” .

b)
SPORTS DI SQUADRA:

Negli sports di squadra il rischio sportivo deriva invece dal fatto che trattasi di attività sportiva comportante una carica agonistica a cui è connaturato un contatto fisico che può generare la produzione di illeciti. Le controversie investono quindi prevalentemente la responsabilità del concorrente che abbia cagionato l’evento lesivo, ma possono essere intentate cause anche contro gli organizzatori dell’attività sportiva. Negli sports di squadra, in linea di principio, il duplice requisito del consenso dell’atleta e del rispetto delle regole del gioco vengono invocati come limite entro il  quale le lesioni derivanti dal contatto fisico tipico dello sport di squadra non sono imputabili ad altri giocatori, perché si tratta di comportamenti connessi ad azioni di gioco che sono, secondo i Regolamenti e gli Statuti delle Federazioni sportive, considerati normali nell’esercizio di quella particolare attività sportiva. Precisiamo tuttavia: 1) che parte della giurisprudenza ha ritenuto necessario anche il rispetto di ulteriori regole di prudenza quale valvola di sicurezza per improbabili casi di manifesto contrasto fra ordinamento sportivo e ordinamento comune, ovvero per ipotesi di altrettanto improbabili lacune nelle regole del gioco; 2) che, secondo altri, le regole del gioco possano essere violate senza che questo configuri necessariamente responsabilità secondo il diritto comune.

Comunque, il superamento del limite individuato dal rischio sportivo comporta una responsabilità per dolo o colpa per il giocatore che ha violato le regole del gioco, perché esorbita dalla carica agonistica e sfocia nella lesione all’incolumità personale e all’integrità fisica, perseguibile penalmente e civilmente oltre che di fronte agli organi della giustizia sportiva                                 
Quanto alla responsabilità degli organizzatori, questa può profilarsi in caso di violazione degli obblighi sui medesimi facenti capo.

c)      SPORTS DA COMBATTIMENTO.
Negli sport da combattimento il rischio sportivo deriva infine dal fatto che trattasi di sport a base violenta, la cui pratica comporta necessariamente eventi lesivi. Le cause riguardano, anche in questo caso, la responsabilità del concorrente che abbia cagionato l’evento lesivo. Può trattarsi di responsabilità sportiva o responsabilità civile o penale. Inoltre, anche negli sports da combattimento non può escludersi una responsabilità dell’organizzatore nel caso di violazione degli obblighi al medesimo facenti capo (es.: controllo dell’idoneità psico – fisica dei concorrenti; scelta dei combattenti fra atleti del medesimo livello di esperienza, etc., etc.).

Quanto alla responsabilità del concorrente che abbia cagionato l’evento lesivo, il limite del rischio sportivo negli sports da combattimento opera purchè sussistano le seguenti condizioni : a) il consenso del soggetto o del suo rappresentante legale; b) l’idoneità psico – fisica dei contendenti; c) il rispetto delle regole del gioco. Anche in questo caso le regole del gioco possono essere desunte sia da norme scritte (i regolamenti dettati dalle Federazioni sportive) sia da ulteriori regole di prudenza dettate per la specifica attività sportiva.

Si sottolinea ancora che l’esigenza di regole scritte è direttamente proporzionale alla pericolosità dello sport praticato. Inoltre, che la sportività dell’attività dipende dall’utilità sociale della stessa, maggiore per gli sports dilettantistici rispetto a quelli professionistici.




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